mercoledì 7 marzo 2012

La nuova questione femminile

Oggi si parla di una cosa seria, che in fondo esula anche un po' dal solo compito di genitore/educatore, si parla del ruolo della donna nella nostra società. Un tema spinoso, provocatorio e sicuramente vasto, perchè la donna non è mai "solo" una donna, ma anche una mamma, una moglie, una figlia, una lavoratrice, una casalinga e quant'altro. Dice bene Mammadilettante quando stila il suo elenco di cosa ci si aspetta da una donna. Madre, donna in carriera o quantomeno donna soddisfatta del proprio lavoro, compagna, amica, donna curata certo ma anche casalinga, una che la mattina esce di casa con la cartellina e il tailleur, porta i pupi a scuola, torna a casa, pulisce, prepara la cena, se ha voglia il venerdì esce con tacco 12 per un aperitivo con le amiche e ogni tanto si concede un week-end di fuoco con la sua dolce metà... sè... avete visto un bel mondo!
Dice bene anche Serena nel suo post su genitoricrescono, perchè nel web se abbiamo un figlio ci descriviamo automaticamente come "mamme", io stessa ho un blog da quando ero single eppure quand'è che ho aggiornato il mio profilo? Quando sono diventata mamma. Perchè essere mamma è così totalizzante per una donna? E perchè se proviamo a non mettere, per una volta, al primo posto i figli, ci sentiamo così maledettamente in colpa. E' vero che, come diceva in un suo post Machedavvero, non abbiamo moralmente scelta?
Da quando sono diventata mamma la cosa che ho notato e che in assoluto mi ha infastidito di più è stata l'eccessiva quantità di consigli e commenti non richiesti. Quei "dovresti..." e "bisognerebbe..." che chiunque si sente in diritto di elargire di fronte ad una carrozzina. Per non parlare dei commenti del tipo "Ma come! la mandi al nido così piccola!" "Ma come! Stai via per lavoro una settimana! E la bambina?" (ha un padre, che non lo sapete?) oppure il mio preferito "Ma come! E' di nuovo malata!" come a dire: ma che fai la metti sul balcone a -9 in canottiera? Quanto a solidarietà, credetemi, l'ho trovata solo in rete, e in pochissime altre vere amiche che, purtroppo per me che ho fatto da "apripista", hanno partorito dopo di me.
Le "mamme perfette" o "mamme dei giardini" come le hanno definite, esistono eccome, donne mai viste nè conosciute che attaccano bottone con l'unico scopo di sminuire tuo figlio a pro del loro... Ma che gente siete? Dov'è finita la solidarietà tra donne? Da quando c'è tutta questa competizione? Passi sul lavoro ma fare le mamme dovrebbe essere un punto d'incontro tra donne, com'è che scatta la competizione?
Ed eccoci dove volevo arrivare, secondo me la nuova questione femminile che andrebbe analizzata è questa stupida competizione tra donne, che inizia aimè, fin da piccoline. L'altro giorno parlavo con mia cognata che ha una bimba di 9 anni, mi ha raccontato delle cose allucinanti sulle compagne di scuola di mia nipote, piccole lolite ammiccanti e cattive, che posseggono già a 9 anni tutto il repertorio da "donna vissuta" che io manco a vent'anni! Ma la cosa peggiore è che le mamme le adorano!!! E in molti casi sono loro stesse le fautrici di questi comportamenti!! Del resto di cosa mi stupisco? Ho visto io stessa su RealTime di cosa sono capaci alcune mamme, avete presente la trasmissione "Little Miss America", vi consiglio la visione solo se avete uno stomaco moooooolto forte e nervi d'acciaio, io a quelle mamme darei l'ergastolo!
La competizione, al posto della cooperazione, è questo che frega le donne al giorno d'oggi. Abbiamo lottato anni per avere pari opportunità con gli uomini e che cosa abbiamo ottenuto? Di assomigliare a loro o di compiacerli, perdendo totalmente quelli che erano i nostri punti di forza, la comprensione, l'ascolto, la dolcezza, la solidarietà. E, forse dicendo questo sarò anche controcorrente, ma penso che gli uomini, quelli veri, di queste "nuove" donne, madri e mogli perfette, non sanno cosa farsene. Penso che anche gli uomini siano cambiati, l'uomo che torna a casa e pretende la cena pronta, il figlio adorante e la moglie sorridente, non esiste più, i ruoli non esistono più, è questo che dobbiamo insegnare alle donne e agli uomini di domani, il rispetto, la cooperazione, l'equilibrio, perchè un individuo prima ancora di essere una madre o un padre, è una persona e come tale va ascoltata, rispettata e perchè no aiutata.
Questo post partecipa a blogstorming.

4 commenti:

  1. Hai ragione che la questione femminile sfocia nella capacità o meno di procreare. Se sì, sei prima di tutto mamma, se no, "perché no".
    Hai ancora ragione sulla mancanza di solidarietà e l'impressione è che la competitività "ammazzi" il senso di rispetto e di civiltà.
    Temo molto quello che racconti sulle bambine di scuola elementare, perché con due figlie, sarà difficile crescerle in un modo da far capire loro che l'universo può essere differente.
    Nella questione femminile ci metterei quindi anche l'impegno a trasmettere l'autenticità come valore ai nostri figli (maschi compresi!)
    Bel post!

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    1. Grazie! Non è certamente un argomento facile troppe cose ci sarebbero ancora da scrivere! Sono d'accordo con te, l'impegno a trasmettere valori autentici vale per tutti, maschi e femmine. Grazie ancora.

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  2. Sei sicura che la solidarietà tra donne sia "stata persa"? Sarò pessimista, ma per me non c'è mai stata. è difficilissimo trovare un'amica e sul lavoro spesso e volentieri quelle che ti affondano di più sono proprio donne. Sarebbe un gran bel programma per tutte metterci d'accordo e decidere di imparare finalmente a essere solidali tra donne - gli uomini da questo punto di vista sono molto più avvantaggiati di noi, perché le relazioni tra loro sono molto più semplici.

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    1. Per certi versi hai ragione, specie quando si tratta di lavoro, le donne sono molto più competitive degli uomini, gli uomini più che avere relazioni semplici tra loro diciamo che si "alleano" con più facilità. Per contro ho notato che l'amicizia tra donne, quando c'è è molto più solida di quella tra uomini, almeno, questo è quello che ho notato io. Comunque quando dicevo "al giorno d'oggi" mi riferivo al fatto che una volta stando le donne a casa c'era molto supporto per esempio tra donne della stessa famiglia, i figli venivano allevati anche con l'aiuto di nonne e zie e così la cura degli anziani, tutte cose che adesso si rivelano molto più complesse da gestire per tutta una serie di motivi.

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