martedì 12 luglio 2016

Quando non riesci a dormire

Mi sono sempre chiesta come facessi a dormire prima di Loro. Dormire nel senso più alto del termine, ossia cadere in uno stato di trance da cui non mi svegliava neanche il temporale figurarsi una vocina che chiama "mamma". Come farò? Pensavo. Invece. Non ho mai saputo come sia successo ma sia per Caterina che per Annalisa mi sono sempre svegliata al primo "Eh…" non ho dato mai a nessuna delle due il tempo di farlo diventare "U’nghe!". E così l’altra notte ho sentito "mamma", con quella voce schietta e sicura, era Annalisa. L’ho portata nel lettone. Dopo un paio d’ore sento una manina che mi tocca il braccio "posso?" "ma certo amore" era Caterina. Sono arrivate e il sonno è svanito. Scacciato da un pensiero e poi da un altro e un altro ancora. Quando non riesci a dormire il mondo assume delle connotazioni strane e preoccupanti, avrò fatto questo? Avrò fatto quello? Cosa dovevo fare domani? L’inevitabilità delle liste… devo passare qui, devo passare lì, devo telefonare a… E i sensi di colpa, sarò una buona madre? Perché mia figlia non vuol leggere? Dovrei insistere di più per farla leggere? Dovrei chiedere il part time per seguirla nei compiti? Oddio! Come farò adesso che anche Annalisa andrà alla materna e usciranno entrambe alle 16 da scuola? Io lavoro fino alle 17! Che ricordo avranno della loro madre? Una sciagurata sempre di corsa?! Una che non c’era mai?! Dalla veneziana cominciano a entrare le prime luci dell’alba e qualche uccellino comincia a cinguettare al nuovo giorno. Mi giro e loro sono lì, una rannicchiata, l’altra a braccine e gambe aperte che russa piano. Le guardo e come mi succede sempre, quando le guardo con calma, non per vedere se sono a posto o per sgridarle, quando le guardo con calma per guardarle e basta, penso: le mie bambine. LE-MIE-BAMBINE. MIE. BAMBINE. E il cuore fa "Poff!!" che per me sarebbe il suono di quando si apre un paracadute no? POFF!!! Il cuore si allarga, si apre, il battito rallenta e resto lì cullata dal vento delle emozioni a bearmi del mio personalissimo panorama. Allora le abbraccio tutte e due, che ancora mi ci entrano in un abbraccio solo, e mi addormento con l’odore dei loro capelli sotto il naso. Un odore che, ne sono certa, non riuscirò a scordare neanche quando avranno vent’anni.

mercoledì 6 luglio 2016

Film e Libri che mi sono piaciuti ultimamente

"Purity" - Jonathan Franzen
Quello che mi piace di Franzen è che riesce a prendere una parola o un concetto e ci costruisce un intero libro. E che libri! Come per "Le correzioni" e "Libertà" anche "Purity" è al tempo stesso una parola, un concetto, un filo conduttore e in questo caso anche il nome della protagonista del libro: Purity Tyler. Purity, purezza, candore, è questo quello a cui aspirano tutti i protagonisti del libro. Ma ovviamente questo non è possibile, perché la natura umana non è pura, perché per raggiungere la purezza siamo costretti a scendere a compromessi e quei compromessi comprometteranno inevitabilmente il candore avvelenando la vita di chi lo persegue. Non aspettatevi una lettura semplice, "estiva", Franzen non lo è mai. Ma l'architettura delle sue storie, la precisione della scrittura, l'uso efficace e attento delle parole, il suo modo di porre il lettore di fronte ad ogni punto di vista è a dir poco geniale.

"Mi chiamo Lucy Barton" - Elizabeth Strout
Letto in tre giorni, questo libricino a metà tra un racconto e un romanzo è stato veramente una rivelazione. Elizabeth Strout ha uno stile schietto, familiare, dà la sensazione di leggere una lettera inviata da una cugina o da una sorella. La storia è quella di Lucy Barton, donna dall'infanzia difficile che si scopre scrittrice perché come dice lei stessa attraverso uno dei personaggi "ciascuno ha soltanto una storia. Scriverete la vostra unica storia in molti modi diversi. Ma tanto ne avete una sola". E la storia di Lucy parla soprattutto del rapporto madre-figlia e di quanto, nonostante le circostanze, questo sia indissolubile. Di come ciò che ci succede durante la vita, dalle più piccole cose fino a quelle più importanti, ci influenzino e ci condizionino e di come in qualche modo scegliamo di andare avanti.

"Annie, la felicità è contagiosa"
E' un periodo che le bimbe più che i cartoni animati mi chiedono di vedere dei film. Su SKY se ne trovano di veramente carini per i bambini ma questo è esattamente il tipo di film che definirei: per tutta la famiglia. A parte che è un musical e io ADORO i musical! Ma anche la storia è bella e secondo me "istruttiva". Senza contare che vedere una seienne e una duenne ballare e cantare (in inglese...ah! ah! ah!) per la casa non ha prezzo!

"Alice attraverso lo specchio"
Qui è proprio un altro paio di maniche perché tra effetti speciali e rocambolesche scene in 3D questo è un film che tiene proprio incollati alla poltroncina. La Peste è una fan di Alice e il cappellaio ormai è un amico di famiglia. Mi piace l'atmosfera onirica di sottomondo e che vi devo dire... andate a vederlo secondo me vi divertirete quanto noi!

giovedì 9 giugno 2016

Avere 6 anni

Cara Peste,
sono io, la tua mamma, ti scrivo questa lettera per ricordarmi e per ricordarti com’è adesso la tua e la nostra vita. Fare la mamma non è sempre semplice, anzi, non lo è quasi mai. Il problema di fare la mamma è che non ci sono maestre ad insegnarti come si fa e non ci sono libri di esercizi per prepararsi. Ci si improvvisa, si sperimenta, si prova, si segue il cuore soprattutto. È che purtroppo a volte ci si dimentica di quando non si era mamme ma figlie, ci si scorda di essersi sporcati, di aver rotto le cose, ci si scorda di aver gridato, battuto i piedi, fatto i capricci, ci si dimentica di non aver avuto voglia di fare i compiti o di stare seduti a tavola, eppure lo abbiamo fatto tutti. Anche io. E hanno sgridato anche a me. Mi hanno messa in punizione e spesso ho beccato anche qualche sberla, ma non ricordo che i miei genitori mi abbiano mai dato l’impressione di non volermi bene. So che a volte perdo la pazienza e vorrei dirti che tu beh… non sei proprio una bambina facile, non lo sei mai stata. Però sei una bambina, sei la mia bambina e io ti voglio un mondo di bene e te lo voglio così come sei. E forse non te lo dimostro abbastanza perché presa come sono ad educarti, a dirti cosa fare, come comportarti, non mi rimane il "tempo" di dirti quanto invece sono orgogliosa di te. Avere 6 anni Peste è una cosa bellissima, difficile e bellissima e che non ritornerà, ci saranno tante età nella tua vita e tante cose belle, ma 6 anni li avrai una volta sola. Avere 6 anni vuol dire ridere e piangere senza un perché, vuol dire impuntarsi, prendere posizioni come un adulto, ribadire i tuoi pensieri, quello che tu vuoi, le tue paure che noi grandi a volte non capiamo o riteniamo piccole, quando invece per te sono enormi. Avere 6 anni significa trovarsi davanti ad un piccolo adulto che sa vestirsi, sa controllare i propri bisogni, sa quando ha fame e quando deve andare in bagno e sa come farlo, ma questo non significa necessariamente che abbia voglia di farlo a comando. Avere 6 anni è sapere di dover fare delle cose, di essere in grado di farle ma non averne voglia. È quella lotta interiore continua tra restare bambini e giocare o diventare grandi e adempiere i propri doveri, e diventare grandi è un percorso lungo amore mio e purtroppo inevitabile. Avere 6 anni è vederti giocare con tua sorella mettendosi al suo livello con pazienza e dedizione molto più di noi adulti, vedere come ogni giorno questo tuo amore per lei l’aiuta a crescere. Avere 6 anni è vederti cominciare a leggere i tuoi libri preferiti, chiedere cosa significano le parole, veder crescere il tuo interesse per il mondo che ci circonda. Avere 6 anni è bello perché cominci a capire che stai crescendo e fa paura proprio per questo. Avere 6 anni è ribadire anche piangendo e battendo i piedi che sei ancora una bambina, che crescerai è vero, ma non c’è nessuna fretta.
 
 




mercoledì 1 giugno 2016

Il dramma della corsia 6

La vita è fatta così. Si passano mesi a volte anni a fare le stesse cose e poi... all'improvviso c'è il salto. Si innesca qualcosa per cui, naturalmente, le cose evolvono. Sabato mattina la Peste ha nuotato. Sì lo so, solo una settimana fa ha fatto le prime due bracciate ma sabato ha nuotato. Mezza vasca eh, saranno state sei le bracciate ma insomma le ha fatte, senza paura, senza troppi spruzzi e senza stare appiccicata al bordo. Così il "maestro", il suo adorato maestro, con cui ormai ha un rapporto morboso al punto che si danno appuntamento perfino alle giostre per poi salutarsi da lontano, lui dall'alto dei suoi 20 anni e lei con i suoi 6 e gli occhi a cuore. "Lui" "Maestro" di cui non ricorda o non vuole dirmi il nome le ha detto - Sei pronta per la corsia  6 -. Ecco. Dramma. Adesso sappiamo fare le bracciate, potremmo nuotare, finalmente... Ma PiccolaPeste non vuole lasciare "Maestro". La vita è fatta così.

E si riparla di viaggi

- Ehy GranDama che ne pensi di fare un bel viaggetto con l’aereo?
- Bello ‘ereo!!!
- Ti piace? Non hai paura?
- Nooo. Pace ‘ereo…. Vvvvvvhhhh!!!
- Ma ci devi salire sopra per viaggiare lo sai?
(….)
- E poi l’aereo parte e va su nel cielo alto alto. Allora, ci vuoi andare?
- Si! Peò guido io!
- Ah… ehm…

lunedì 23 maggio 2016

Qui si parla di viaggi

    - Peste ti piacerebbe viaggiare con la mamma?
    - Si! Andiamo a Follonica al mare vero?
    - Si ci andiamo, ma io dicevo viaggiare con l’aereo come quando eri piccola ti ricordi?
    - Si!
    - E poi vedere le città, anche senza mare o senza sciare, giocare a fare le turiste, fare le foto… cose così…
    - Si mamma mi piacerebbe molto.
    - Bene, e dove vorresti andare se potessi scegliere?
    - Per prima cosa vorrei andare un’altra volta in Spagna! Io adoro la Spagna!
    - Bene. Spagna si può fare. Poi?
    - Poi vorrei andare ai Caraibi
    - Eh… magari… Speriamo di poterci andare un giorno…
    - E poi mamma vorrei andare a Romagna…
    - Dove?
    - A Romagna, sai dove ci sono i delfini…
    - Ah! In Romagna!
    - Si in Romagna! Perché oh mamma ho visto in TV che ci sono i delfini e poi c’è tutta l’Italia che tu passeggi e ti senti un gigante!
    - L’Italia in miniatura! Sai che anche la mamma da piccola c’è andata!
    - Davvero mamma? Ecco si… vorrei andare anche in Romagna.
    - Bene amore vedremo cosa si può fare: Spagna, Caraibi e Romagna.
     
    Almeno abbiamo delle idee per i prossimi viaggi :D

mercoledì 11 maggio 2016

PiccolaPeste e il nuoto


È un anno che PiccolaPeste segue i corsi di nuoto. È il nostro appuntamento del sabato mattina. Son quelle cose che sai che faresti comunque anche se non imparasse mai, perché è il nostro piccolo momento a due, in cui chiacchieriamo negli spogliatoi, ci abbracciamo mentre gli asciugo i capelli, è una cosa nostra, se io non posso non delego il Prof non andiamo e basta. E quindi dicevo è un anno, il nuoto non è propriamente lo sport per lei, ma la piscina gli piace e non ha mai voluto interrompere tranne piccoli intervalli in cui eravamo al mare o per le vacanze natalizie. Anche se… il suo rapporto col nuoto non è stato sempre rose e fiori: prima abbiamo dovuto superare lo scoglio del freddo, poi la paura enorme di non toccare, poi quella dei tuffi, infine quella della presenza rassicurante dell’istruttore. Insomma un anno c’è voluto tutto per prendere confidenza con questo sport…. Sabato mattina è avvenuto il miracolo. Istruttore fuori dall’acqua, PiccolaPeste si stacca dal bordo comincia a "scivolare" e fa due bracciate. DUE BRACCIATE. Generalmente non sono una di quelle mamme che sta attaccata al vetro, sbraccia per farsi vedere, parla da sola come se il figlio/a fosse lì e potesse sentirla o attacca bottone con tutti finchè non trova la mamma di uno/a che frequenta lo stesso corso e allora l’ammorba… ok un po’ ero così anch’io all’inizio… ma dopo un anno sono semplicemente quella un po’ defilata che con un occhio spippola sul wozzap e con uno controlla che la figlia non affoghi. Ma sabato è accaduto l’imprevedibile. Ero lì sul gruppo wozzap delle mamme a spettegolare quando eccola che parte: Scivolo-Ta-Ta-Bracciata-Bordo. Devo essere rimasta con la mascella calata qualche minuto perché alla fine la mamma accanto a me sulla panchina mi fa "Quando ha fatto le prime bracciate da sola la mia ho stappato una bottiglia di prosecco". Bello sapere di non essere soli!